Vin Brulè

L'usanza di mescolare al vino altri ingredienti è una pratica molto antica, che veniva effettuata o per migliorare il gusto e l'aroma della bevanda, o per trasformarlo in un farmaco con l'aggiunta di erbe, frutti, essenze.
Gli antichi sulle qualità terapeutiche del vino non avevano dubbi. Platone lo consigliava per combattere le malattie dell'umore, come tristezza o dolore, mentre Plinio lo prescriveva a scopo benefino per la pelle.
Nel MedioEvo venne divulgata un'ampia serie di ricette salutari a base di vino, dove la bevanda veniva aromatizzata con i più svariati ingredienti:fragole, petali di rose, spezie, miele, fiori.
Tali composti prendono il nome di enoliti e tra le tante ricette, il Vin Brulè è il più conosciuto.
In Piemonte e soprattutto nelle zone di montagna il Vin brulè veniva consumato per difendersi dal freddo nelle gelide sere invernali, per curare o prevenire raffreddori ed influenze.
Attualmente è una bevanda piacevole da bersi in compagnia di amici e se bevuto molto caldo può aiutare contro i malanni da raffreddamento.
Buongustaio Piemonte prepara il suo Vin Brulè unendo al vino Barbera d'Alba d.o.c. dell'azienda agricola La Bruciata di Santo Stefano Belbo, zucchero, cannella, chiodi di garofano, bacche di ginepro. Viene portato il tutto ad ebollizione ed imbottigliato.
Le bottiglie vengono pastorizzate in autoclave per garantire la stabiolità del prodotto.